AI, Google e la birra: "Meditate, gente. Meditate"
La maggioranza di coloro - non professional - che testano DeepSeek la interroga su date, fatti, eventi, la stessa cosa fatta del resto con ChatGPT (dove i più attrezzati in fatto di ego fanno domande su se stessi).
È evidente che gli utenti percepiscano l'AI come un super-Google, un motore di ricerca elevato a potenza, che trova e risponde.
In realtà ben altre sono le potenzialità e le finalità dei sistemi AI. Persone ben più sveglie e competenti di me ne scrivono in maniera approfondita e interessante, ce ne sono numerose, su LinkedIn e su altre piattaforme.
Ma alla fine è la massa a portare i soldi veri. La "coda lunga" di ricavi (qualcuno ricorda il vecchio Chris Anderson?) è fatta da una somma infinita di numeri piccoli e questi si mettono assieme, nel web, quando si individua quella che viene detta la "killer application". Quella che per l'intelligenza artificiale pare debba essere la ricerca in rete. Con un particolare: che è un'innovazione di qualcosa che già esiste, non una invenzione. Quindi finirà per uccidere: non l'Uomo Ragno, ma i motori di ricerca come fino ad oggi li abbiamo conosciuti e usati.
Provo a dare sostanza con qualche numero a queste parole: nel solo terzo trimestre 2024, Alphabet (la società che controlla Google) ha dichiarato un fatturato di 88,3 miliardi di dollari, di cui 65,9 miliardi di dollari derivanti dalla sua attività principale, la pubblicità su Google.
Ecco, proviamo a immaginare che fra qualche mese (settimana? giorno?) possa arrivare una compagnia cinese a rimpiazzare, dando risposte precise e geolocalizzate attraverso la sua AI, il lavoro oggi svolto dal principale motore di ricerca. Che fine faranno quei 65,9 miliardi di dollari, che proiettati sui dodici mesi grosso modo fanno quasi 280 miliardi di dollari, più della metà di quei 500 miliardi che Trump ha cannoneggiato come investimento del governo Usa nell'AI per il progetto Stargate?
Ma alla fine è la massa a portare i soldi veri. La "coda lunga" di ricavi (qualcuno ricorda il vecchio Chris Anderson?) è fatta da una somma infinita di numeri piccoli e questi si mettono assieme, nel web, quando si individua quella che viene detta la "killer application". Quella che per l'intelligenza artificiale pare debba essere la ricerca in rete. Con un particolare: che è un'innovazione di qualcosa che già esiste, non una invenzione. Quindi finirà per uccidere: non l'Uomo Ragno, ma i motori di ricerca come fino ad oggi li abbiamo conosciuti e usati.
Provo a dare sostanza con qualche numero a queste parole: nel solo terzo trimestre 2024, Alphabet (la società che controlla Google) ha dichiarato un fatturato di 88,3 miliardi di dollari, di cui 65,9 miliardi di dollari derivanti dalla sua attività principale, la pubblicità su Google.
Ecco, proviamo a immaginare che fra qualche mese (settimana? giorno?) possa arrivare una compagnia cinese a rimpiazzare, dando risposte precise e geolocalizzate attraverso la sua AI, il lavoro oggi svolto dal principale motore di ricerca. Che fine faranno quei 65,9 miliardi di dollari, che proiettati sui dodici mesi grosso modo fanno quasi 280 miliardi di dollari, più della metà di quei 500 miliardi che Trump ha cannoneggiato come investimento del governo Usa nell'AI per il progetto Stargate?
Parafrasando il grande Renzo Arbore: "AI, e sai cosa bevi". Ma soprattutto l'esortazione che concludeva quella pubblicità (della birra) che ha fatto epoca: "Meditate, gente, meditate".
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